Paris Fashion Week F/W 2013-14

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Eccoci all’ultimo appuntamento con l’analisi delle Fashion Weeks F/W 2013-14.
L’ Oversize n0n è una novità negli armadi parigini (pensiamo ai capispalla Chanel monotaglia degli anni ’20): per questo la capitale francese lo sdrammatizza divertendosi: Carven propone un look pastello da “bambina che indossa gli abiti della madre”, Balmain propone volumi orientaleggianti, Stella McCartney esagera con le dimensioni dei revers.

Il vero main trend della capitale francese è il geometrico, in versione pattern come da Kenzo e Haider Ackermann o righe come da Chloé o Issey Miyake.

geometric

Osservando la classifica dei fashion show di cui si è più parlato su Facebook, notiamo che la pagina che ha registrato il maggior incremento di fan è quella di Louis Vuitton, seguita da Chanel e Dior. Quest’ultimo è invece il leader per quanto riguarda il buzz generato attorno al brand durante il giorno della sfilata: il fashion show di Dior ha avuto come protagonisti abiti bianco-neri con abbondante uso di pattern geometrici ed effetti grafici.

paris fans increase

Su Twitter è invece Givenchy il primo per numero di tweet durante il fashion show. La sfilata è stata un tripudio di fiori e stampe speculari: Twitter si riconferma il social network che premia l’innovazione ed i trends emergenti rispetto a Facebook, più attento nell’osservazione dei brand più importanti di sempre.

paris twitter

Con Parigi si chiude la nostra carrellata di analisi sulle Fashion Week F/W 2013-14.

In attesa di settembre, è possibile acquistare il report completo di tutte le sfilate: schede sui singoli fashion show in ordine alfabetico con insight dettagliati su palette colori, modelli, patterns e buzz generato intorno a ciascun brand nel giorno della sfilata e durante l’intera settimana della moda.

Ogni report contiene un’appendice con i trend emergenti dall’osservazione globale dei fashion show suddivisi per capitale.

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Milano Fashion Week F/W 2013-14

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L’analisi di Fractals sulle Fashion Week F/W 2013-14 continua con la città numero 3: Milano.
La capitale italiana della moda vede una presenza consistente di Oversize; tuttavia  le forme ampie e comode non appartengono ai catwalk più cool secondo la nostra “Social top ten”. Solo due grandi nomi l’hanno proposto:   Max Mara ed Emporio Armani.

Il geometrico a Milano è presente soprattutto nel classico Tartan inglese (visto da MoschinoGucci e Versace).

Contrariamente a quanto visto nelle altre passerelle, a Milano rimane importante la componente glamour: un evergreen tutto italiano che esalta la silhouette femminile con tessuti aderenti e brillanti (Sparkling).
Il Color Ombre, nonostante sia un trend prettamente estivo, continua il suo momento d’oro, e viene interpretato anche da alcuni stilisti della nostra “Social top 10”:  Emporio Armani, Giorgio Armani e Just Cavalli.

colorombreSe osserviamo la classifica dei fashion show più chiacchierati su Facebook, sia per quanto riguarda il Talking About che la crescita dei fans, le prime quattro posizioni sono occupate in entrambi i casi da: Gucci, Dolce&Gabbana e le due linee di Armani.

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Mentre il popolo di Facebook sembra consacrare lo stile italiano per eccellenza, Twitter premia invece gli stilisti più innovativi e trasgressivi: predominano PradaVersace e Fendi.

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L’appuntamento è per mercoledì prossimo con Parigi, che chiuderà il ciclo delle nostre analisi sulle fashion weeks di Febbraio.

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London Fashion Week F/W 2013-14


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Questa settimana analizziamo i dati della London Fashion Week F/W 2013-14.

Dopo il total black di New York, Londra ci catapulta nel colore: dai toni accesi a quelli pastello su silhouette di stampo decisamente romantico e “primaverile”.

Il tag principale è GEOMETRIC, che a Londra arriva a sconfinare nell’animalier, protagonista della scorsa stagione: zebrati e leopardati vengono ripresi in forme stilizzate.

Notiamo anche qui la presenza dell’OVERSIZE soprattutto nelle pellicce e nei cappotti, ma con minor volume sulle spalle rispetto a New York.

ROMANTIC è il termine che più differenzia Londra dalla Fashion Week di New York, dove il tag era addirittura totalmente assente: abiti e colori pastello, minimali o finemente ricamati e ricoperti di fiori stampati o texturizzati.

A seguire, URBAN, a sottolineare come Londra rimanga una passerella più giovane e dinamica: da notare la piccola dimensione del tag ELEGANT, rilevato solo in 7 dei 54 show osservati.

Analizziamo ora la nostra “pagella” dei brand più chiacchierati e amati durante la fashion week: le sfilate più apprezzate dal popolo di Facebook risultano: Tom Ford, Burberry Prorsum, Topshop UniqueVivienne Westwood Red Label e Mulberry sia per quanto riguarda l’aumento di fans durante la settimana della moda sia per il talking about generato intorno al brand il giorno della sfilata.

facebook london

Su Twitter, dove il target principale è 18-25, vince Topshop Unique, confermando l’importanza del fast fashion retailer nell’arena degli stilisti tout court. Se nel 2005 aveva fatto storcere il naso ai più, oggi è una presenza consolidata ed apprezzata dall’intero fashion business, e supera di gran lunga come eco “social” i brand fondati dai suoi ex pupilli Matthew Williamson, Christopher Kane e Marios Schwab. Topshop è ad oggi il brand più influente nei social networks, con più di un milione di fans anche su Google Plus. Durante la sfilata in live streaming ha permesso agli utenti di scattare le proprie foto del catwalk, aumentando quindi la diffusione spontanea dei contenuti.

twitter londonIl trend emergente più interessante è il recupero in chiave geometrica del trend Mirrored nato nell’estivo 2011. Dopo due stagioni di quasi assenza eccolo ritornare con echi robotici, sci-fi e manga.

mirrored london trend

Quali brand saranno i protagonisti di  Milano e Parigi? Seguiteci per scoprire nelle prossime settimane tutti i trend emergenti della Fashion Week F/W 2013-14! 

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New York Fashion Week F/W 2013-14


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In anteprima alcune delle riflessioni emerse dall’analisi delle 161 sfilate della Fashion Week di New York.

Oltre al tag URBAN, che da sempre contraddistingue la settimana americana (anche quest’anno il più rilevante, presente in ben 91 sfilate), emergono 4 concept che rappresentano ognuno una macrotendenza per il prossimo Autunno/Inverno:

Geometric: ha preso forza con l’estivo e prosegue nell’invernale in versione maxi, quasi un’evoluzione del color block. Forme squadrate, maxi patterns, righe.
Oversize: capispalla e maglieria andranno portati di tre taglie più larghi, con particolare attenzione al volume sulle spalle.
Elegant: aleggia uno spirito soirée sulla gran parte delle collezioni proposte. Il trend refining prosegue la sua corsa nel proporci un abbigliamento distinto che ci accompagni per tutta la giornata.
Minimal: pochi tagli, forme sempici. Il minimalismo vince sull’opulenza e sul bling-bling tipico newyorkese.

Quali sono state le sfilate migliori della New York Fashion Week 2013? Considerato l’eco social di ciascun défilé i brand più apprezzati dal popolo di Facebook risultano Michael Kors, Ralph Lauren, Tommy Hifliger, Lacoste e Marc Jacobs  sia per quanto riguarda l’aumento di fans durante la settimana della moda sia per il talking about generato intorno al brand il giorno della sfilata.

facebookOltre al pantheon dei classici, tra le new entry da non perdere emerge (via Twitter) la chiacchieratissima Victoria Beckham, probabilmente più per il  personaggio gossip-centrico che per la bontà della collezione: al livello del  buzz generato durante il suo Fashion Show non è infatti corrisposta una crescita dei fans di portata analoga. Sapremo dirvi di più monitorandone le vendite a partire da Settembre.twitter

Per quanto riguarda i trend emergenti, uno degli elementi più significativi è rappresentato dall’influenza russa, con ispirazioni presentate da nove stilisti ed associate al concept dell’eleganza: dalla matrioska alla donna gendarme, con palette colori in cui il rosso vermiglio è il colore trainante.

russiBLOGQuali brand saranno i protagonisti di Londra, Milano e Parigi? Seguiteci per scoprire nelle prossime settimane tutti i trend emergenti della Fashion Week 2013! 

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Spreading Trends: teorie a confronto

L’evoluzione di società e mezzi di comunicazione ha portato a modifiche sostanziali nei meccanismi di influenza nel mondo della moda nel corso della storia: (click to zoom)

Spreading Trends - enérie

La nascita della figura del Couturier avviene nel 18esimo secolo; egli è un sarto consulente dell’aristocrazia a cui “impone” le sue collezioni, che derivano da uno studio dell’aristocrazia stessa (gli early adopters in questa fase sono endemici della stessa classe sociale influenzata). La massa riceve gli stimoli dall’aristocrazia e ne copia gli stili, provocando in quest’ultima il desiderio di cambiare e quindi l’evoluzione dei disegni del couturier. Questa dinamica è detta trickle-down: una piramide a pioggia che investiva le due classi sociali in successione temporale.
Passano i secoli e all’aristocrazia si aggiungono le star del cinema ed i personaggi pubblici di spicco, ma fino agli anni 60 non vi sono sostanziali modifiche; con l’avvento del movimento beat negli anni ’60, il mondo della musica interviene a bloccare il flusso dall’alto verso il basso. Il couturier, ormai diventato fashion designer, si trova a così a constatare come una fascia affatto trascurabile di popolazione adotti le scelte di abbigliamento delle icone del pop (o del rock), del tutto indipendenti dalle sue imposizioni.
A quel punto è costretto a scendere a patti ed aprire il dialogo con questa nuova categoria di influencers delle masse.

Negli anni ’90 Malcolm Gladwell modifica ulteriormente la piramide ed espone la sua teoria del bottom-up, identificando nel fenomeno del cool hunting la sovversione totale delle regole del fashion, opposta al trickle down: un quadro in cui è l’utente finale, colui che prima determinava la fine della tendenza, a crearne invece di nuove, che vengono appunto intercettate dalla strada dal cool hunter.
La teoria di Gladwell, in realtà, pecca in questo senso di un’eccessiva semplificazione. Scovando tendenze che provengono “dalla strada”, il cool hunting non rovescia, infatti, il sistema di influenze, ma dà piuttosto vita ad un nuovo tipo di “trickle down”. L’unica differenza è che adesso, ad essere coinvolti, ci sono più attori. 
E’ la teoria della
“tempesta di neve”, secondo cui il mainstream viene colpito a 360° sia dai suoi classici influenzatori (gli stilisti e le celebrità), sia dagli early adopters, che creano una tendenza partendo da qualcosa che non appartiene alle altre due categorie citate. Il diffondersi del World Wide Web ha determinato l’influenza a livello mondiale di questo gruppo, diffondendone la “voce” grazie a blogs, forums, e piattaforme sociali in cui esprimono la loro sempre più autorevole opinione. 

Come evolverà la tempesta nei prossimi 10 anni?  Secondo noi di Enérie uno dei poli prenderà il sopravvento. Voi cosa ne pensate?

London It Girl

Ecco a voi l’outfit più popolare per la giovane londinese rilevato a Gennaio 2013 durante il nostro ultimo trend tour per le allieve dell’Accademia del Lusso.

Come hairstyle più frequente abbiamo lo chignon “high bun“, ovvero uno chignon molto voluminoso raccolto sulla corona (la sommità del capo), spesso aumentata di volume con la tecnica del “tease”. Se sciolti, sono mossi e portati su un lato, conferma delle nostre analisi sul Most Trendy Outfit 2012.

Per gli occhiali, troneggiano i teashade sunglasses con sovramontatura (browline) in finto corno che ne ingentilisce la forma verso un cat-eye appena accennato; colori nei toni caldi.

La sciarpa è tubolare, a maglie larghe, dai colori accesi.

L’outerwear è cropped: prevalentemente pelliccia ecologica leopardata o giubbottino di pelle. Se lungo, è in lana cotta o intrecciata con inserti in pelle.

Abito: ripreso in vita con micro patterns di rondini, fiori, cuori a fantasia di massimo 3 colori.

Tops: camicie e bluse, taglio lavallière o impreziosite da dettagli in pizzo e mini balze.

Il bottom è skinny: leggins, stretch jeans. Assenza dei chinos e dei peg trousers.
Le calze sono rigorosamente sopra gli 80 denari: maxicoprenti. Da Primark la sezione leggins & tights occupa un intero reparto.

Se le scarpe hanno il tacco, sono sempre colorate in toni accesi o pastello; altrimenti si prediligono ankle boots con suola in cuoio e dettagli borchiati e finitura used&stressed.

I toni preminenti sono nella gamma dei blu e dei gialli, dal lemon zest (trend Pantone per la primavera 2013) al blu navy, spesso portati in contrasto diretto.

A breve vi proporremo una mappa di Londra scaricabile con la nostra selezione di luoghi da frequentare per ottenere una panoramica sulle tendenze a Londra.

Woman Most Trendy Outfit 2012 – State of art

Gennaio, tempo di somme: come risultato delle nostre analisi mensili sul Woman Most Trendy Outfit , ovvero il collage dei capi più condivisi ed apprezzati dalla community Lookbook.nu, Enerie vi offre una comparativa che accorpa e mette a confronto gli outfit più popolari proposti dalle utenti tra maggio e dicembre 2012.

Dresses

Per quanto riguarda i vestiti, abbiamo avuto una discesa repentina nel periodo estivo ed un assestamento per il look con dettagli in pizzo; è rimasto invece costante il Vintage acquistato nei mercatini o nei negozi specializzati. La fantasia con stampe a fiori ha avuto una crescita nel periodo invernale: è stata infatti proposta in versione wallpaper diventando il nuovo paisley dell’inverno 2012-13. Notiamo infine che il vestito in denim sta avendo una leggera risalita, spinto anche dal recupero vintage anni ’90 degli ultimi mesi.

Tops

Nella categoria tops, il top in pizzo segue la stessa parabola discendente dell’abito: questo trend ha avuto il suo picco nella primavera 2011 e benché venga ancora proposto con forza dal fast fashion, è in fase di declino nelle vendite. Regalate i merletti se dovete rifare l’armadio per quest’anno!
Con l’arrivo dell’inverno si è imposta la categoria di top in maglia, in particolare in questi ultimi mesi le fantasie texturizzate. La t-shirt “corta” o “tagliata” ha il picco nell’estate a sottolineare come le forme (per ora nello sport, ma presto anche nell’outfit urbano) si stiano accorciando ed allargando al tempo stesso.
La camicia jeans vive nuovamente il suo momento di gloria e crescerà ulteriormente nella primavera prossima in versione raw – anni 90.

3 bottoms

Bottoms: gli short in jeans che erano il must della primavera scorsa hanno subito una naturale discesa in favore della minigonna che è tornata a sostituirli da fine estate. Bene la gonna lunga, sorpresa dell’estate (picco più alto a giugno 2012): dopo un andamento abbastanza costante nel casual (denim, canvas, fake silk) si è poi affermata come icona per la sera nei mesi invernali ed ha di conseguenza perso la sua “coolness”: è stata tuttavia il prodotto must per il Capodanno e rimane la più alta percentuale tra gli outfit proposti anche a Dicembre.
I jeans stretch sono in risalita dopo mesi di wide pants, grazie al ritorno di tops e knits oversize che ben si sposano con un bottom stretto.
Non decolla la gonna a ruota anni 50, per la quale è però previsto un ritorno nella primavera prossima.

4 shoes

Nella categoria scarpe, le sneakers la fanno da padrone con andamento costante, affiancate a partire da ottobre dal modello con plateau. I sandali con plateau vengono sostituiti in inverno dalle decolletes con la medesima tipologia di tacco.
Una buona percentuale la fanno le classic shoes, ovvero tutto ciò che prende ispirazione dalla scarpa elegante da uomo: sono il perfetto completamento di un outfit vintage.
Le ballerine, dopo anni da protagoniste del mercato, sono costanti sulle percentuali medio inferiori, per la gioia di buona parte del pubblico maschile.

Hairstyle

Passando alle acconciature, il 2012 ha visto la monarchia dell’hairstyle asimmetrico: capello medio lungo che cade sul fianco del collo. In corrispondenza dell’uscita del Disneyano Brave c’è stato un picco di tinte rosso fuoco, mentre da Luglio in poi assistiamo all’incredibile ascesa dello shatush (il look dalle punte decolorate fintamente naturali come se schiarite dal sole), che ha intrapreso un percorso più estremo arrivando a bicolor dai contrasti molto forti fino agli ultimissimi giochi multicolore proposti con la tecnica dell’hair chalking (gessetti colorati passati sui capelli, ultimo trend in corso e tuttora in ascesa).

Il trend dello sfumato si trasferirà presto agli abiti nella primavera 2013 con il boom del “color ombre”: sfumature di colore sui toni del tramonto e dell’alba per abiti impalpabili.
Da segnalare a Dicembre un picco del “bun”, lo chignon altissimo che sdrammatizza la serietà del capello raccolto.

Bags

Ed infine, le borse: in estate vince di misura la tote, borsa di tela/stoffa minimale perfetta per la spiaggia ma anche per la città. In inverno invece abbiamo il satchel sia come derivato della cartella scolastica in pelle, sia come borsa elegante leggermente oversize dalla struttura rigida. Per la sera, la borsa a forma di busta da lettera è per ora la più gettonata. Segnaliamo anche il micro backpack come versione chic dello zaino: da anni proposto come nuovo trend dagli stilisti, fatica tuttavia ad imporsi nella versione normal size.

Questa l’evoluzione dei nostri armadi nel 2012, ma Enerie non si ferma: dal 2013 inauguriamo una nuova metodologia di analisi che conterrà, oltre agli outfit più proposti dalla rete, anche i pantoni più utilizzati ed i brand più in voga.
Quali pensate che siano i prossimi must? Potete azzardare una previsione o entrare di diritto a far parte dei nostri observer scrivendoci a observer@fractals.it. Per saperne di più sul nostro laboratorio moda e lifestyle o per indagini personalizzate su scenari di mercato in evoluzione, basta seguire il nostro blog o scrivere a enerie@fractals.it. Vi aspettiamo!!