The Ultimate Color Vocabulary – Part I

La nuova rubrica di Enérie vi porta alla scoperta del mondo dei colori! In questa prima parte, vi guidiamo tra le tonalità più chiare. Segui il vocabulary anche su Fractals! 

Fashion-Vocabulary-Color_PART1-480x1024

Annunci

The Ultimate Buns Fashion Vocabulary!

Questo mese vi portiamo alla scoperta di un argomento richiestissimo dai nostri lettori: il vocabolario degli chignon, o in inglese “bun”.

Fashion Vocabulary Chignon

LOW BUN: è lo chignon semplice e basso realizzato all’altezza della nuca.

MESSY BUN: lo chignon spettinato, portato alto e voluminoso sulla testa, con forma a ciambella o arrotolato su se stesso.

BALLERINA BUN: la classica acconciatura della ballerina, con chignon ordinato di forma a ciambella portato alto sul retro del capo o di lato.

BOHEMIAN BUN: simile al “messy bun”, è uno chignon spettinato dalla forma a ciambella che ha una fine treccia arrotolata alla base.

BIG FANCY BUN: è uno chignon portato alto sul capo che per essere realizzato necessita di particolari accessori per capelli, di forma a ciambella, che permettono di renderlo particolarmente voluminoso. L’acconciatura viene abbellita da un fiocco o un fermaglio fissato sotto la base dello chignon

BOW BUN: è lo chignon con forma a fiocco. Viene realizzato partendo da una coda di capelli sulla parte alta della testa che va a formare due anelli alla cui base viene attorcigliata la parte finale della coda.

EASY TWISTY: acconciatura realizzata sul retro della testa suddividendo i capelli in due trecce ai lati del capo, che vengono poi attorcigliate tra loro e fermate con delle forcine.

BRAID BUN BANG: simile al “bohemian bun”, questa acconciatura è tipica delle spose e si compone di un voluminoso chignon a ciambella sulla parte alta della testa e di una fine treccia che gli si attorciglia alla base.

HOT CROSSED: questa elegante acconciatura si realizza portando all’indietro due trecce che partono dai lati del volto, per andare ad attorcigliarle alla base di uno chignon situato sul retro del capo.

CHIC BUN: questo chignon molto raffinato si realizza sulla nuca ed ha una forma allungata orizzontalmente. Spesso viene abbellito da un fermaglio alla sua base.

WRAPPED BUN: dalla forma che richiama quella di un nodo, questo chignon si realizza dividendo i capelli in due ciocche che si intrecciano tra loro sul retro della testa.

FRENCH TWIST: chiamata anche “acconciatura a banana”, questo chignon si sviluppa in verticale sul retro della testa. I capelli vengono avvolti su loro stessi assumendo la forma allungata simile a quella di una banana.

MILKMAID BUN: questa acconciatura si contraddistingue per avere una spessa treccia che dallo chignon sulla nuca avvolge tutta la testa per tornare al punto di partenza.

KNOTS BUN: questo chignon molto ordinato si realizza sulla nuca e prende il suo nome dalla forma a nodo che assume. Si realizza partendo da una coda e facendo con essa un anello alla cui base si avvolge la parte finale di essa.

Vocabulary realizzato da Alice Luna Zanel, la nostra graphic designer e trend researcher!

Vuoi decidere l’argomento del prossimo vocabulary? Scrivici!

The Ultimate Eyeliner Fashion Vocabulary

Eyeliner Vocabulary

BASIC: questo stile è il più semplice e diffuso. Consiste in una linea singola sulla palpebra superiore, tracciata vicino all’attaccatura delle ciglia. Parte molto sottile dall’angolo interno dell’occhio, si ispessisce leggermente nella parte centrale e termina a punta uscendo di qualche millimetro oltre l’angolo esterno dell’occhio.

DOUBLE UP: è composto da due linee: quella superiore che si estende per tutta la lunghezza della palpebra, e quella inferiore che parte dalla metà dell’occhio per andare ad unirsi con la linea superiore nell’angolo esterno.

SIMPLE: linea unica, molto sottile, che segue l’attaccatura delle ciglia superiori per terminare poco oltre l’angolo esterno dell’occhio.

CLASSIC BAR: linea sulla palpebra superiore che si ispessisce progressivamente per terminare all’altezza dell’angolo esterno dell’occhio senza assottigliarsi.

DROPPED FLICK: simile allo stile “basic”, ma la traccia di eyeliner termina scendendo leggermente sotto la linea dell’angolo esterno dell’occhio.

BOLD: linea particolarmente spessa sulla palpebra superiore.

PIN-UP: stile di eyeliner diffusosi negli anni ‘50, si distingue per avere un’unica linea sulla palpebra superiore, che parte sottile dall’angolo interno, si ispessisce al centro e termina poco oltre l’angolo esterno dell’occhio con curva all’insù.

FELINE: detto “occhio di gatto”, richiama il look anni ‘70. Consiste in un’unica linea sulla palpebra superiore che, per simulare la forma degli occhi dei felini, procede ispessendosi via via per terminare con una spessa coda.

DOUBLE FLICK: questo tipo di linea si distingue dalle altre perchè termina sdoppiandosi in due code che si incurvano all’insù.

ARABIC: queto stile di eyeliner è diffuso soprattutto nei paesi arabi. La linea sulla palpebra superiore parte qualche millimetro prima dell’angolo interno dell’occhio, si prolunga all’insù oltre l’angolo esterno e si congiunge con la linea nella rima interna della palpebra inferiore.

LUXE: linea che contorna interamente l’occhio seguendo l’attaccatura delle ciglia.

SLEPT-IN SMUDGE: si compone di una linea ben definita lungo tutta la palpebra superiore e di una linea molto sfumata che, invece, parte dalla metà della palpebra inferiore per terminare sull’angolo esterno dell’occhio dove si congiunge con quella superiore. Simula il makeup “al risveglio”.

EGYPTIAN: stile che richiama il makeup dell’antico Egitto. La linea superiore si prolunga oltre l’angolo esterno dell’occhio curvandosi all’insù. Sulla palpebra inferiore, invece, la traccia stà sia all’interno della rima dell’occhio, sia vicino all’attaccatura delle ciglia, e, in prossimità dell’angolo interno, si curva all’ingiù.

DOUBLE MOD: la linea superiore costeggia l’attaccatura delle ciglia e curva in un arco che dall’angolo esterno dell’occhio risale fino all’inizio. La linea inferiore parte dalla metà delle palpebra e si allunga aprendosi verso il basso in prossimità della fine dell’occhio.

OPEN WINGS: doppia linea che, sia sulla palpebra superiore che su quella inferiore si prolunga oltre la fine dell’occhio curvandosi in due alette esterne.

DRAMA: questo stile, molto teatrale, è composto da una linea superiore molto spessa che nell’angolo interno dell’occhio si sdoppia in due piccole code. La linea inferiore stà nella rima interna della palpebra e si unisce a quella superiore prolungando la forma dell’occhio verso l’esterno.

SOFT SMOKE: si compone di una linea superiore abbastanza spessa e sfumata che si unisce a quella sottostante che parte dalla metà della palpebra inferiore. Per realizzare l’effetto sfumato si può usare assieme all’eyeliner una matita kajal.

PANDA SMUDGE: questo makeup prevede un contorno dell’occhio molto spesso e sfumato che si realizza applicando prima dell’eyeliner un obretto scuro o una matita kajal.

Vocabulary realizzato da Alice Luna Zanel, la nostra graphic designer e trend researcher!

Vuoi decidere l’argomento del prossimo vocabulary? Scrivici!

The Ultimate Skirt Vocabulary

Skirt Fashion Vocabulary

A-LINE: Conosciuta anche come “gonna a trapezio”, la linea ad A si allarga sul fondo. La svasatura verso il basso è conferita da un taglio obliquo del tessuto e talvolta da riprese al punto vita.

TUBE: La gonna a tubo è un modello aderente sui fianchi, che scende diritta fino all’orlo. Di solito lunga al ginocchio, presenta uno spacco sul dietro per agevolare la camminata.

CIRCLE: La gonna a ruota ha una linea molto ampia e ondeggiante ottenuta da uno o due pezzi di tessuto tagliati in sbieco a forma di cerchio. È stata molto in voga negli anni cinquanta, quando la si indossava con sottogonne a più strati ed è associata agli anni del rock and roll.

PENCIL: La gonna a matita si stringe verso il fondo come la punta di una matita, fasciando i fianchi e le cosce. Spesso è realizzata in tessuti stretch.

ACCORDION: Chiamata anche gonna a fisarmonica o plissé è realizzata con un tessuto plissettato che si compone di tante piccole pieghe parallele. Solitamente per confezionarla vengono usati tessuti molto leggeri perché si aprono e chiudono facilmente con il movimento.

MINI: La minigonna è un tipo di gonna con l’orlo inferiore che arriva molto sopra le ginocchia, lasciando quindi parte della coscia scoperta. La sua ideazione negli anni sessanta viene attribuita alla stilista britannica Mary Quant.

KNIFE PLEATED: È una gonna con pieghe a cannoncino formate da tanti ripiegamenti di tessuto in direzione verticale.

WRAP: La gonna a portafoglio si avvolge intorno al corpo sovrapponendo ampiamente i bordi. L’allacciatura o abbottonatura si colloca di solito sul fianco sinistro.

DRAPED: La gonna drappeggiata presenta numerose pieghe raccolte solitamente su un lato che donano volume al modello.

ASYMMETRICAL: la gonna asimmetrica si caratterizza per l’orlo inferiore più lungo da un lato e più corto dall’altro.

GYPSY: Questa gonna, solitamente lunga e di colori vivaci, è composta da più pannelli di tessuto posti orizzontalmente che si uniscono tra loro.

BUBBLE: La gonna a palloncino si caratterizza per la forma gonfia, ottenuta con una stretta fascia attaccata all’orlo inferiore, o un elastico.

LAYERED: Modello di gonna che si compone di diversi strati di tessuto sovrapposti.

GODET: Gonna che ha delle false pieghe ondulate, create da un taglio in sbieco del tessuto o da soluzioni modellistiche tali da conferire un’ampia svasatura al capo.

MERMAID: La gonna a sirena è un modello lungo che veste molto aderente fino alle ginocchia per poi allargarsi imitando la coda di una sirena.

TULIP: Molto in voga negli anni ‘80, la gonna a tulipano è chiamata così perchè rimanda alla forma capovolta di questo fiore. Ha una fascia molto larga come cinturino e forme arrotondate e voluminose sui fianchi.

RUFFLED: È un modello di gonna composto da più balze di tessuto arricciate che sovrapponendosi creano un effetto di volume.

PANELED: La gonna a pannelli, o gonna a teli, è composta da diversi teli di tessuto posti in verticale e cuciti tra loro.

Vocabulary realizzato da Alice Luna Zanel, la nostra graphic designer e trend researcher!

Vuoi segnalarci qualche altro tipo di gonna? Utilizza il form apposito: potresti venir selezionato per diventare cool hunter di Enérie!

 

The Ultimate collar & cuffs Fashion Vocabulary

Fashion Vocabulary Collars and Cuffs_def

Enérie questo mese vi porta alla scoperta dei diversi tipi di colletti e polsini delle camicie.

Ecco le definizioni in italiano:

COLLETTI:

CLASSIC: il collo per eccellenza, adatto ad ogni occasione, da portare con la cravatta, ma anche slacciato, con un outfit formale ma anche sotto al maglioncino.

BOTTON DOWN: chiamato anche Soft Roll Collar, presenta due bottoncini per fermare le punte. È un modello informale, usato soprattutto da chi ama l’abbigliamento casual/sportivo.

SPREAD: altrimenti detto collo alla Francese o aperto: è in assoluto il collo più utilizzato dagli europei. Presenta un taglio netto che accorcia e divarica le punte e può essere indossato sia con cravatta quanto senza.

CLUB: adatto nelle occasioni formali e non, il collo Club ha la particolarità di avere le punte arrotondate. Molto in voga negli anni ’20.

MANDARIN: il collo alla coreana è composto essenzialmente solo dal solino; usato in passato per tuniche e camicie da notte, poi per camicie adatte a smoking e frac, oggi invece per camicie di lino casual e sportive.

WING TIP: il collo ad alette, o collo tuxedo, è un must per gli sposi e un dettaglio indispensabile per le occasioni più formali insieme a tight, smoking o frac. È perfetto abbinato a farfallino.

 

POLSINI:

ONE BOTTON: il polsino diritto con un solo bottone è adatto alle camicie più casual e sportive.

TWO BOTTONS: il polsino con due bottoni è più elegante rispetto a quello con un unico bottone. È ottimo per le occasioni più formali.

ROUNDED: un tipo di polsino informale, ideale per vestire in modo casual. Si abbina alla perfezione con colletti di tutti i tipi, e normalmente si porta con un solo bottone.

ANGLE CUT: il polsino smussato contraddistingue una camicia versatile ed è spesso abbinato ad un collo classico.

FRENCH: il polsino alla francese è il più formale ed è anche detto polsino doppio. Deve essere ripiegato in modo tale da far coincidere le asole per allacciare i gemelli.

NEAPOLITAN: il polsino napoletano è un compromesso tra il polsino a due bottoni e il polsino francese. Spesso l’interno della piega è di colore diverso dal resto del polsino.

Vocabulary realizzato da Alice Luna Zanel, ricercatrice di Enérie e Fashion Designer.

Volete suggerirci qualche altro modello? Scrivete a enerie@fractals.it e potrete diventare cool hunters per noi!

The ultimate Hats Vocabulary

The Ultimate Hats Fashion Vocabulary

Questo mese vi portiamo alla scoperta dei termini tecnici dei copricapi maschili e femminili più famosi.

BOATER: conosciuta anche come “paglietta”, è un tipico cappello di paglia dalla cupola piatta e dritta circondata da un nastro colorato e dalla falda corta e circolare. Nato tra l’800 e il ‘900 è tipico della moda maschile estiva.

BASEBALL: cappello casual con ampia visiera curva o piatta e cupola rotonda, solitamente in tela. Spesso presenta sul davanti il logo della squadra sportiva o del brand.

BAWLER: detto anche “bombetta”, è un cappello di feltro rigido e bombato, solitamente nero. Reso popolare dal comico Charlie Chaplin, vide la sua massima diffusione tra la fine dell’800 e primi due decenni del ‘900.

COCKTAIL: è un piccolo cappello da giorno femminile usato per le occasioni ufficiali in sostituzione del cappello a tesa larga. Di solito di forma circolare o troncoconica presenta nelle versioni più fantasiose piume, velette e fiocchi.

FASCINATOR: è una via di mezzo tra un cappellino ed un cerchietto per capelli. Indossato per primo dalle lady inglesi è diventato il copricapo bon ton più alla moda per le occasioni ufficiali. Molto estroso presenta spesso decori come fiori, piume e velette.

HOMBURH: cappello formale da uomo, in feltro nero o grigio; caratterizzato da un incavo che corre centrale lungo la lunghezza. Ha falde mediamente larghe e una fascia di tessuto intorno alla cupola.

PILLBOX: cappello femminile in tessuto rigido dalla forma circolare e piatto sulla sommità. Nato come copricapo fiammingo nel Medioevo fu reso celebre da Jacqueline Kennedy negli anni ’60.

BEANIE: cuffia invernale solitamente in maglia che veste aderente alla testa e che può avere l’estremità inferiore risvoltata.

BUCKET: cappello maschile in stoffa o tessuto impermeabilizzato spesso associato alla pesca. La cupola ha forma tronco conica e l’ala è stretta e rivolta verso il basso.

COWBOY: cappello associato all’abbigliamento del cowboy dell’ovest e sud degli Stati Uniti, spesso presente nell’abbigliamento country. Ha la cupola incavata al centro e spesso la ampia falda è ricurva ai lati.

FEDORA: conosciuto anche come “borsalino”, è un cappello in feltro incavato nella sua lunghezza e con la falda di media larghezza. La cupola è a tronco di cono con due pizzicotti sui lati sul davanti ed è circondata da un nastro di colore contrastante.

NEWSBOY: cappello casual nato in nord America alla fine dell’800; ha una visiera rigida e una cupola morbida e tondeggiante con un bottone in cima, spesso fissata alla visiera sul davanti.

TRAPPER: di origine russa, è un cappello invernale in tessuto foderato di pelliccia, con lunghe falde laterali per mantenere al caldo testa ed orecchie.

BERET: detto anche “basco” è un copricapo solitamente di panno, sprovvisto di falde e visiera. Spesso associato all’abbigliamento militare si è diffuso con successo anche come accessorio femminile.

CLOCHE: un cappello femminile che ha forma di campana, come indica il termine francese “cloche” da cui prende il nome. Generalmente in feltro è associato alla moda degli anni ’20 e ‘30, momento della sua massima diffusione.

DEERSTALKER: il cappello da “investigatore”, reso famoso dal personaggio di Sherlok Holmes. È diffuso nelle aree rurali dell’Inghilterra come copricapo da caccia. Normalmente realizzato in lana, ha le falde laterali rialzate legate sulla sommità della cupola e due corte visiere sul davanti e sul dietro.

PANAMA: cappello maschile color avorio solitamente fabbricato con fibre di palma nana intrecciate. Originario dell’Ecuador, ha la calotta incavata circondata da una fascia in tessuto scuro e la tesa piuttosto larga.

VISOR: derivante dal cappello da baseball, ha una visiera sporgente e ricurva e una cupola priva della parte superiore. Spesso sul retro ha un elastico o del feltro per adattarne la misura alla testa. Cappello tipicamente estivo è spesso associato allo sport del tennis.

Vocabulary realizzato da Alice Luna Zanel, ricercatrice di Enérie e Fashion Designer.

Volete suggerirci qualche altro cappello? Scrivete a enerie@fractals.it e potrete diventare cool hunters per noi!