New York Fashion Week F/W 2013-14


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In anteprima alcune delle riflessioni emerse dall’analisi delle 161 sfilate della Fashion Week di New York.

Oltre al tag URBAN, che da sempre contraddistingue la settimana americana (anche quest’anno il più rilevante, presente in ben 91 sfilate), emergono 4 concept che rappresentano ognuno una macrotendenza per il prossimo Autunno/Inverno:

Geometric: ha preso forza con l’estivo e prosegue nell’invernale in versione maxi, quasi un’evoluzione del color block. Forme squadrate, maxi patterns, righe.
Oversize: capispalla e maglieria andranno portati di tre taglie più larghi, con particolare attenzione al volume sulle spalle.
Elegant: aleggia uno spirito soirée sulla gran parte delle collezioni proposte. Il trend refining prosegue la sua corsa nel proporci un abbigliamento distinto che ci accompagni per tutta la giornata.
Minimal: pochi tagli, forme sempici. Il minimalismo vince sull’opulenza e sul bling-bling tipico newyorkese.

Quali sono state le sfilate migliori della New York Fashion Week 2013? Considerato l’eco social di ciascun défilé i brand più apprezzati dal popolo di Facebook risultano Michael Kors, Ralph Lauren, Tommy Hifliger, Lacoste e Marc Jacobs  sia per quanto riguarda l’aumento di fans durante la settimana della moda sia per il talking about generato intorno al brand il giorno della sfilata.

facebookOltre al pantheon dei classici, tra le new entry da non perdere emerge (via Twitter) la chiacchieratissima Victoria Beckham, probabilmente più per il  personaggio gossip-centrico che per la bontà della collezione: al livello del  buzz generato durante il suo Fashion Show non è infatti corrisposta una crescita dei fans di portata analoga. Sapremo dirvi di più monitorandone le vendite a partire da Settembre.twitter

Per quanto riguarda i trend emergenti, uno degli elementi più significativi è rappresentato dall’influenza russa, con ispirazioni presentate da nove stilisti ed associate al concept dell’eleganza: dalla matrioska alla donna gendarme, con palette colori in cui il rosso vermiglio è il colore trainante.

russiBLOGQuali brand saranno i protagonisti di Londra, Milano e Parigi? Seguiteci per scoprire nelle prossime settimane tutti i trend emergenti della Fashion Week 2013! 

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Fashion Shows FW 13/14 – PREVIEW

enérie monitoring

Oggi inizia la settimana della moda  milanese e come ogni anno Fractals è pronta tra cool hunters sul campo e ricercatori online ad analizzare le passerelle per individuare quali saranno i prossimi trend da cavalcare. 

Ecco in breve le nostre prime impressioni sulle Fashion Weeks analizzate sino ad ora:

New York punta ad un look cozy, definito “perfect for frequent flyer” mentre noi oseremmo definirlo “casalingo”: oversize, comfort e minimal sono i tag più ricorrenti.

Londra segue lo stesso percorso accentuandolo con echi futuristici da space age.

Fino ad ora una cosa è certa: il cappotto andrà acquistato di due taglie più grandi, e le spalle saranno protagoniste di volumi inaspettati.

Cosa risponderà Milano, capostipite della moda glamour e sexy, agli strati oversize che annullano le forme? E come si comporterà la sofisticata Parigi riguardo al minimalismo geometrico?

Anna Sui

A partire dal prossimo mercoledì vi presenteremo un estratto delle nostre ricerche, partendo dall’analisi della settimana della moda di New York, che si è svolta dal 7 al 15 Febbraio 2013. Seguiranno Londra, Milano e Parigi.
Tra sette giorni, i primi risultati. Stay tuned!

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Spreading Trends: teorie a confronto

L’evoluzione di società e mezzi di comunicazione ha portato a modifiche sostanziali nei meccanismi di influenza nel mondo della moda nel corso della storia: (click to zoom)

Spreading Trends - enérie

La nascita della figura del Couturier avviene nel 18esimo secolo; egli è un sarto consulente dell’aristocrazia a cui “impone” le sue collezioni, che derivano da uno studio dell’aristocrazia stessa (gli early adopters in questa fase sono endemici della stessa classe sociale influenzata). La massa riceve gli stimoli dall’aristocrazia e ne copia gli stili, provocando in quest’ultima il desiderio di cambiare e quindi l’evoluzione dei disegni del couturier. Questa dinamica è detta trickle-down: una piramide a pioggia che investiva le due classi sociali in successione temporale.
Passano i secoli e all’aristocrazia si aggiungono le star del cinema ed i personaggi pubblici di spicco, ma fino agli anni 60 non vi sono sostanziali modifiche; con l’avvento del movimento beat negli anni ’60, il mondo della musica interviene a bloccare il flusso dall’alto verso il basso. Il couturier, ormai diventato fashion designer, si trova a così a constatare come una fascia affatto trascurabile di popolazione adotti le scelte di abbigliamento delle icone del pop (o del rock), del tutto indipendenti dalle sue imposizioni.
A quel punto è costretto a scendere a patti ed aprire il dialogo con questa nuova categoria di influencers delle masse.

Negli anni ’90 Malcolm Gladwell modifica ulteriormente la piramide ed espone la sua teoria del bottom-up, identificando nel fenomeno del cool hunting la sovversione totale delle regole del fashion, opposta al trickle down: un quadro in cui è l’utente finale, colui che prima determinava la fine della tendenza, a crearne invece di nuove, che vengono appunto intercettate dalla strada dal cool hunter.
La teoria di Gladwell, in realtà, pecca in questo senso di un’eccessiva semplificazione. Scovando tendenze che provengono “dalla strada”, il cool hunting non rovescia, infatti, il sistema di influenze, ma dà piuttosto vita ad un nuovo tipo di “trickle down”. L’unica differenza è che adesso, ad essere coinvolti, ci sono più attori. 
E’ la teoria della
“tempesta di neve”, secondo cui il mainstream viene colpito a 360° sia dai suoi classici influenzatori (gli stilisti e le celebrità), sia dagli early adopters, che creano una tendenza partendo da qualcosa che non appartiene alle altre due categorie citate. Il diffondersi del World Wide Web ha determinato l’influenza a livello mondiale di questo gruppo, diffondendone la “voce” grazie a blogs, forums, e piattaforme sociali in cui esprimono la loro sempre più autorevole opinione. 

Come evolverà la tempesta nei prossimi 10 anni?  Secondo noi di Enérie uno dei poli prenderà il sopravvento. Voi cosa ne pensate?

London It Girl

Ecco a voi l’outfit più popolare per la giovane londinese rilevato a Gennaio 2013 durante il nostro ultimo trend tour per le allieve dell’Accademia del Lusso.

Come hairstyle più frequente abbiamo lo chignon “high bun“, ovvero uno chignon molto voluminoso raccolto sulla corona (la sommità del capo), spesso aumentata di volume con la tecnica del “tease”. Se sciolti, sono mossi e portati su un lato, conferma delle nostre analisi sul Most Trendy Outfit 2012.

Per gli occhiali, troneggiano i teashade sunglasses con sovramontatura (browline) in finto corno che ne ingentilisce la forma verso un cat-eye appena accennato; colori nei toni caldi.

La sciarpa è tubolare, a maglie larghe, dai colori accesi.

L’outerwear è cropped: prevalentemente pelliccia ecologica leopardata o giubbottino di pelle. Se lungo, è in lana cotta o intrecciata con inserti in pelle.

Abito: ripreso in vita con micro patterns di rondini, fiori, cuori a fantasia di massimo 3 colori.

Tops: camicie e bluse, taglio lavallière o impreziosite da dettagli in pizzo e mini balze.

Il bottom è skinny: leggins, stretch jeans. Assenza dei chinos e dei peg trousers.
Le calze sono rigorosamente sopra gli 80 denari: maxicoprenti. Da Primark la sezione leggins & tights occupa un intero reparto.

Se le scarpe hanno il tacco, sono sempre colorate in toni accesi o pastello; altrimenti si prediligono ankle boots con suola in cuoio e dettagli borchiati e finitura used&stressed.

I toni preminenti sono nella gamma dei blu e dei gialli, dal lemon zest (trend Pantone per la primavera 2013) al blu navy, spesso portati in contrasto diretto.

A breve vi proporremo una mappa di Londra scaricabile con la nostra selezione di luoghi da frequentare per ottenere una panoramica sulle tendenze a Londra.